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Angelo Cannizzaro

Architetto, Phd in Pianificazione e Progettazione della Città Mediterranea, esperto in progettazione dei parchi e dei musei archeologici e in urban management, è il Direttore del Laboratorio di Visioni Urbane e anche il responsabile scientifico del progetto Borgo degli artisti.

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Liliana Adamo

Proverò a fare un breve autoritratto dal quale si possa desumere qualche motivazione, sebbene io provi “un certo scetticismo nei confronti di ogni descrizione personale espressa con linguaggio cosciente”. *
Sono una laureanda in architettura di 28 anni e vorrei poter fare lʼagricoltore per mettere a fissa dimora le mie radici in Sicilia. Credo nellʼanalisi lucida sulla società dello spettacolo che da diffuso si è trasformato in integrato e ha soppresso la realtà, per questo motivo supporto tutte le iniziative che mettono in campo sinergie che scaturiscono dallʼincontro, dal dialogo e dallʼinterscambio tra persone.

*Henri Laborit, L’Elogio della fuga, Oscar Mondadori, ristampa 2011.


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Barbara Carfì

Prediligo in particolar modo tutte le attività che richiedono lavoro manuale, collaborazione e in cui l’arte gioca un ruolo fondamentale, infatti uno dei workshop di cui sono rimasta entusiasta è stato quello ideato da NOWALAB a San Michele di Ganzaria incentrato sul tema della Land Art che ha prodotto l’allestimento di uno spazio aperto con soli materiali naturali del luogo.


Un’altra esperienza significativa è stata il Laboratorio di Restauro svoltosi a Villa Sant’Angelo in Abruzzo, centro storico che ha subito forti danni causati dal sisma del 2009. Il tema del Laboratorio è stato lo studio dei danni architettonici subiti dalle unità abitative e un ipotetico piano di ricostruzione e sviluppo del centro.
Sono particolarmente interessata ai temi legati all’agricoltura e come questa possa interagire con la città, infatti sono dell’opinione che il benessere psico-fisico dell’abitante “moderno” sia da ricercare proprio nel suo rapporto primordiale con la natura.


Da alcuni anni ho sviluppato la passione per la fotografia, partecipando anche ad un workshop incentrato sull’allestimento delle scenografie teatrali (diretto da OMA), e sul design fondato sul tema del riciclo, da qui nasce appunto l’idea della mostra
Il sesto dito: quando il design diventa adattamento.
Terminato il mio corso di studi spero di poter fare delle mie principali passioni parte integrante e creativa del mio lavoro.

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