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Florinda Saieva

Farm Cultural Park è una Istituzione Culturale privata, impegnata in un progetto di utilità sociale e sviluppo sostenibile: dare alla città di Favara e ai territori limitrofi una nuova identità connessa alla sperimentazione di nuovi modi di pensare, abitare e vivere.
Farm Cultural Park nasce dalla intuizione di Florinda e Andrea, una giovane coppia di professionisti che ha deciso di non trasferirsi all’estero, di restare in Sicilia, di non lamentarsi di quello che non accade, di diventare protagonisti di un piccolo ma significativo cambiamento, di restituire ai loro cuccioli, Carla e Viola, un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che hanno ricevuto.
Essere sostenitori di Farm Cultural Park vuol dire condividere il valore della nostra impresa e diventare protagonisti di un progetto di sviluppo territoriale, innovativo e unico.

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Andrea Bartoli

Farm Cultural Park è una Istituzione Culturale privata, impegnata in un progetto di utilità sociale e sviluppo sostenibile: dare alla città di Favara e ai territori limitrofi una nuova identità connessa alla sperimentazione di nuovi modi di pensare, abitare e vivere.
Farm Cultural Park nasce dalla intuizione di Florinda e Andrea, una giovane coppia di professionisti che ha deciso di non trasferirsi all’estero, di restare in Sicilia, di non lamentarsi di quello che non accade, di diventare protagonisti di un piccolo ma significativo cambiamento, di restituire ai loro cuccioli, Carla e Viola, un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che hanno ricevuto.
Essere sostenitori di Farm Cultural Park vuol dire condividere il valore della nostra impresa e diventare protagonisti di un progetto di sviluppo territoriale, innovativo e unico.

http://www.farm-culturalpark.com

 

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Stato Bastardo

Il tema del workshop di Andrea Bartoli e FARM CULTURAL PARK affonda le sue radici nel passato dell’edificio oggi destinato a sede di Borgo degli Artisti. Questo fu dapprima un convento e poi un orfanotrofio, prima di essere destinato (dagli anni ’40 del secolo scorso fino a un paio di anni fa) quale sede del plesso scolastico distaccato della scuola De Amicis. Ecco che le identità stratificate riemergono e insieme ad esse concetti, idee, parole. Il “Ponte dei Bastardi” ad esempio, toponimo riferito all’edificio e al quartiere intorno, evocativo di uno status sociale, di una condizione specifica, quella dell’infanzia abbandonata. Non la condizione dell’orfano quindi, cioé quella di chi ha perduto i genitori, ma, probabilmente in senso ironico e beffardo, si riferiva più specificamente a quella del “bastardo”. Del figlio illegittimo, non riconosciuto, frutto di un peccato non ammesso. Escluso da un percorso di vita familiare, ma reinserito nella società dalla carità degli ordini religiosi e dei loro sostenitori, forse gli stessi genitori dilaniati dai sensi di colpa.Riemergono le “ruote dei bastardi”, porte dimensionali, attraverso le quali anonime mani genitoriali si disfacevano di neonati indesiderati offrendo loro una possibilità di sopravvivenza.

Il Workshop di Farm vuole farsi carico di questa tradizione trasfigurandola e ribaltando i termini della questione, girando attorno ai concetti di orfano e di bastardo, attributi non più riferibili ai neonati o ai bambini che hanno lasciato progressivamente
l’edificio, ma paradossalmente riferiti allo spazio fisico e alla sua identità. Nasce così il concetto di spazio orfano, cioè di spazio abbandonato dal senso, dalla funzione, dall’identità e dall’abitare. Concetto applicabile a Modica Alta tanto al vecchio Ponte dei Bastardi, quanto a innumerevoli edifici pubblici e privati, ma anche alle piazze, alle strade, ai cortili.
Flebili echi di memorie popolano ogni angolo, percepibili da orecchi attenti, ma l’assenza di attività presenti ci da anche la possibilità di riattivare idealmente la “ruota dei bastardi”, una porta d’accesso secondaria attraverso la quale introdurre nuove idee e nuovo senso.

Così nasce il concetto di stato bastardo, condizione ibrida dello spazio fisico, sospesa tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra identità e alterità.

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