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L'UOMO PIETRA di Luca Scivoletto Miglior Cortometraggio Italiano ai RIFF AWARDS 2015

COMUNICATO STAMPA

L'UOMO PIETRA di Luca Scivoletto
Miglior Cortometraggio Italiano ai RIFF AWARDS 2015


L'Uomo Pietra di Luca Scivoletto vince il Premio Migliore Cortometraggio Italiano alla 14esima edizione del Rome Independent Film Festival – RIFF Awards, tra i principali eventi in Italia dedicati al cinema indipendente internazionale. La giuria della sezione cortometraggi, composta dalla attrice giapponese Jun Ichikawa, dalla star indiana Vishakha Singh e dal direttore di MoliseCinema Federico Pommier, ha premiato il film di Scivoletto tra le 20 opere in concorso con questa motivazione: 

Per la capacità di utilizzare un doppio registro tra fiction e documentario con ironia e ambivalenza e per essere riuscito a raccontare lo spirito di un territorio entrando in rapporto con i suoi “inconsapevoli” abitanti.

Attraverso la formula del mockumentary, L'Uomo Pietra racconta gli ultimi giorni trascorsi a Modica Alta da un fantomatico ed eccentrico regista veneziano, Edoardo Rubettini, catapultato nella realtà modicana  per girare un astruso documentario sulla città. Accolto inizialmente con tutti gli onori, il giovane cineasta ben presto comincia a dare segni di squilibrio e a inimicarsi gli abitanti del quartiere, fino a scomparire misteriosamente dopo aver deciso di riaprire l'unico cinema della città. A raccontare le vicende, l'ex cameraman di Rubettini, il rozzo Saro Caprotta, diventato poi un raffinato filmaker di fama internazionale. 

Il cortometraggio è nato dal workshop “Sicilian Flavour” su iniziativa del Borgo degli Artisti, un progetto di rigenerazione per il quartiere di Modica Alta basato sulla ricerca di nuovi significati degli spazi urbani. Negli ultimi due anni il Borgo degli Artisti ha trasformato una piccola scuola inutilizzata in un laboratorio permanente dedicato alla creatività, alla ricerca e all’arte, oltre che in un centro di confronto e dialogo a disposizione degli abitanti del quartiere.  Secondo il responsabile scientifico Angelo Cannizzaro “L'Uomo Pietra era stato ideato non solo con l’obiettivo di mostrare l’architettura di Modica Alta, ma soprattutto per l’esigenza, fortemente sentita, di svelare con ironia e intelligenza l’immaginario sopito di questa parte di città. L’ottimo lavoro di Luca Scivoletto è in grado infatti di offrire uno sguardo che va oltre la superficialità dell’apparenza e mostra al pubblico, senza essere mai un vero documentario, significativi frammenti di verità

Un'idea che per il regista e curatore del workshop Luca Scivoletto si è tradotta nella “volontà di realizzare un prodotto ibrido, che somigliasse il meno possibile a un documentario su Modica Alta, quanto piuttosto a un intervento nel quartiere. Un’operazione che coinvolgesse gli abitanti e creasse delle occasioni di incontro/scontro con loro, un po' come in un laboratorio chimico. La formula del “workshop in forma di set” ci ha permesso di scrivere e girare il film in progress, partendo da un semplice canovaccio e puntando sull’interazione tra attori professionisti e persone del luogo”.

Presentato in anteprima lo scorso marzo a Cortinametraggio, L'Uomo Pietra è stato salutato con entusiasmo anche in occasione della sua prima romana. “La soddisfazione più grande – racconta Scivoletto – è stata constatare come, nonostante il suo tono dissacrante, questo piccolo film scateni una grande voglia di visitare Modica Alta in tutti coloro che lo guardano. Era proprio questa la scommessa che ci eravamo dati con gli amici del Borgo degli Artisti: rendere attraente il quartiere senza ricorrere ad affreschi celebrativi, ma puntando invece sul potere del racconto e sul gioco ironico dei linguaggi”.

Il film è stato scritto dal regista insieme a Eleonora Cimpanelli e Marta Pallagrosi, la fotografia è di Fabio Paolucci, il montaggio di Alice Roffinengo, il suono di Alberto Migliore, le musiche di Michele Moi. Alla lavorazione hanno inoltre partecipato il coordinatore del workshop Lillo Contino, Adriana Carta (reparto produzione), Dario Guastella e Giulio Poidomani (reparto regia). Gli interpreti sono Ugo Piva, Lorenzo Sammito, Alessandro Romano, Laure Franchet D'Espèrey, Michele Armenia, Johnny Di Mauro, oltre ai numerosi abitanti di Modica Alta coinvolti durante le riprese.

 

INFO & CONTATTI:

BORGO DEGLI ARTISTI:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

RIFF – ROME INDEPENDENT FILM FESTIVALhttp://www.riff.it/

TRAILERhttp://www.youtube.com/watch?v=Kx4ao_qcKkw

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Sicilian Flavour

Il workshop di Luca Scivoletto si propone di realizzare un prodotto cinematografico, una sorta di docu-fiction, che vuole essere un ironico connubio tra realtà e finzione. Protagonisti un cineasta giovane e colto, ma pieno di preconcetti sulla Sicilia e su Modica, alla ricerca di immagini esotiche e luoghi comuni, e il suo operatore siciliano, rozzo ma in grado di cogliere attraverso la cinepresa dettagli macroscopici e microscopici di cui il suo datore di lavoro non si accorge.

Il tema affrontato è quindi quello della soggettività dei punti di vista, i quali spesso condizionano enormemente la capacità di giudizio e ciò che appare insignificante ad alcuni, si rivela essere decisivo per altri.
Una pluralità di dimensioni e di realtà immaginarie popolano quindi gli spazi urbani, forse una per ognuno degli osservatori. Il cinema è senz’altro l’arte in grado di rivelarne meglio alcune e imprimendole su pellicola produce l’effetto di riportare alla luce della collettività memorie sopite o di rivelare aspetti imprevedibili e idee nuove. Per tanto agli artisti sarà chiesto di compiere un’esperienza di perlustrazione urbana del quartiere e lavorare a una sua interpretazione visiva e sonora. Saranno invitati a individuare gli abitanti del quartiere da coinvolgere e a impostare al contempo delle strategie di rappresentazione degli spazi, in un itinerario di esplorazione che sarà aperto anche alle sorprese tipiche della ricerca sul campo.

Allo stesso modo saranno anche coinvolti nell’elaborazione di forma di scrittura che mescola questi materiali attinti dalla realtà con quelli della finzione narrativa, anche questa soggetta a un’elaborazione collettiva e in-progress. In questo modo il workshop diventerà un’esperienza volta a sviluppare un prodotto cinematografico ibrido, che rimescoli i linguaggi e rielabori con gli strumenti della fantasia ciò che un quartiere offre nella realtà di tutti i giorni.

Un modo per leggere con occhi nuovi ciò che spesso né la finzione, né il documentario riescono a restituire attraverso i loro tradizionali codici espressivi, nell’obiettivo di fare di Modica Alta un oggetto di indagine documentaria e insieme la location ideale per un’opera di finzione.

 

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