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Florinda Saieva

Farm Cultural Park è una Istituzione Culturale privata, impegnata in un progetto di utilità sociale e sviluppo sostenibile: dare alla città di Favara e ai territori limitrofi una nuova identità connessa alla sperimentazione di nuovi modi di pensare, abitare e vivere.
Farm Cultural Park nasce dalla intuizione di Florinda e Andrea, una giovane coppia di professionisti che ha deciso di non trasferirsi all’estero, di restare in Sicilia, di non lamentarsi di quello che non accade, di diventare protagonisti di un piccolo ma significativo cambiamento, di restituire ai loro cuccioli, Carla e Viola, un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che hanno ricevuto.
Essere sostenitori di Farm Cultural Park vuol dire condividere il valore della nostra impresa e diventare protagonisti di un progetto di sviluppo territoriale, innovativo e unico.

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Andrea Bartoli

Farm Cultural Park è una Istituzione Culturale privata, impegnata in un progetto di utilità sociale e sviluppo sostenibile: dare alla città di Favara e ai territori limitrofi una nuova identità connessa alla sperimentazione di nuovi modi di pensare, abitare e vivere.
Farm Cultural Park nasce dalla intuizione di Florinda e Andrea, una giovane coppia di professionisti che ha deciso di non trasferirsi all’estero, di restare in Sicilia, di non lamentarsi di quello che non accade, di diventare protagonisti di un piccolo ma significativo cambiamento, di restituire ai loro cuccioli, Carla e Viola, un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che hanno ricevuto.
Essere sostenitori di Farm Cultural Park vuol dire condividere il valore della nostra impresa e diventare protagonisti di un progetto di sviluppo territoriale, innovativo e unico.

http://www.farm-culturalpark.com

 

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Fuori dal tempo e aldilà del bene e del male

Dopo esserci lasciati a luglio con l’intreccio d’amore tra Teresa e Teodoro, metafora di ciò che si vede e di ciò che resta celato alla vista e nell’immaginario, gli artisti e i ricercatori, nuovi abitanti del borgo, si ritrovano nella piccola scuola di Modica Alta. Questa, dopo essere stata rivestita di nuovi significati identitari e investita di nuove energie creative, si prepara a rivisitare il suo passato e ad affrontare il presente con nuove idee e propositi per il futuro.

Tre workshop si terranno infatti a partire dal 15 settembre in simultanea, 30 nuovi giovani artisti avranno la possibilità di cimentarsi sul terreno dell’immaginario di Modica Alta per costruire una casa comune, un laboratorio fisico e virtuale in cui sia possibile custodire i tesori della tradizione e della storia senza rinunciare alla ricerca, alla sperimentazione, all’innovazione e alla creatività, un Centro Culturale vivace e capace di diventare non solo una delle principali attrazioni turistiche della Città di Modica, ma anche il luogo nel quale pensare, progettare e costruire le politiche di rigenerazione e di sviluppo urbano.

I temi che saranno trattati dai tre prossimi workshop perseguono quest’obiettivo e sono quindi il frutto di un ragionamento unitario, un filo rosso che lega passato, presente e futuro di Modica Alta agli spazi fisici del quartiere, senza preconcetti né pregiudizi, ma anzi provando a indagare le potenzialità evocative e le attrattive più recondite, senza paura di essere a volte filologicamente o politicamente scorretti. Aldilà del bene e del male dunque e fuori dal tempo.

Che cos’è in fondo un centro storico se non una sorta di macchina del tempo, ovvero un luogo capace di evocare realtà diacroniche parallele, costruite sulla memoria, sulla percezione e sui desideri, sulle aspettative e sulle visioni dei suoi abitanti e dei visitatori?

vai alla presentazione dei workshops >>

 

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