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WORKSHOP IN CONDOMINIO FOTOGRAFICO: ALESSANDRO GRASSANI - Reportage: dall'idea alla realizzazione

Alessandro Grassani, affermato fotografo di reportage nel panorama italiano e internazionale ha realizzato reportage in oltre 30 Paesi. Il 18 e il 19 Ottobre prossimi terrà un workshop a Modica, grazie all’ospitalità e la collaborazione del Condominio Fotografico. Vincitore del premio Amilcare Ponchielli 2014, è stato insignito anche di una serie di riconoscimenti internazionali come i Sony Photography Awards e il Days Japan Photojournalism Award; lavora con giornali quali New York Times e Sunday Times e nel 2013, è stato invitato a presentare il suo lavoro alla TED Conference di Berlino; tra un viaggio e l'altro, insegna al Master di Reportage dell'Accademia di fotografia John Kaverdash di Milano. 

Alessandro Grassani coordinerà la due-giorni di workshop dal titolo: “Reportage: dall’idea alla realizzazione”.

Il fotografo di reportage è colui che, con le immagini, deve saper raccontare i fatti, i luoghi e le persone, aspirando a una perfetta combinazione tra bellezza e verità. In che modo può essere garantita l’obiettività del racconto dando un’interpretazione fotografica personale della storia? 

Il workshop fornirà gli strumenti necessari per realizzare un reportage dal forte contenuto giornalistico, visivo e progettuale. Grassani, inoltre, attraverso l’analisi di esperienze e lavori personali, affronterà diverse questioni pratiche: come si organizza un reportage, come ci si muove in Paesi “difficili”, chi è il fixer e che ruolo hanno le ONG. Si discuterà infine del difficile lavoro del fotoreporter che oggi deve destreggiarsi tra questioni di etica e deontologia professionale. E' inoltre prevista una lettura portfolio per tutti i partecipanti.

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Il workshop si terrà in due giornate, 18 e 19 Ottobre, al costo 130 € a persona, per un numero massimo di 15 partecipanti. Tutti coloro che si iscriveranno entro il 15 Agosto avranno diritto a uno sconto di 20 € sul prezzo intero. Alla fine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione. 

Per info e contatti:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
+ 39 3493798647
+ 39 3383667801

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ALESSANDRO GRASSANI: per tutte le info consultate il sito http://www.alessandrograssani.com/ 

 

 

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Sicilian Flavour - il film

Il film ambientato interamente a Modica Alta e diretto dal regista Luca Scivoletto, coordinatore dell'omonimo Workshop è da intendersi, secondo il regista, quale prodotto cinematografico sperimentale.

 

Protagonisti un cineasta giovane e colto, ma pieno di preconcetti sulla Sicilia e su Modica, alla ricerca di immagini esotiche e luoghi comuni, e il suo operatore siciliano, rozzo ma in grado di cogliere attraverso la cinepresa dettagli macroscopici e microscopici di cui il suo datore di lavoro non si accorge. appare insignificante ad alcuni, si rivela essere decisivo per altri.

 

Hanno collaborato con Luca Scivoletto: Lillo Contino, Alberto Migliore, Fabio Paolucci Alice Roffinengo, Eleonora Cimpanelli, Marta Pallagrosi, Giulio Poidomani, Dario Guastella, Ugo Piva, Adriana Carta, Lorenzo Sammito.

 

 

 

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La Città Sonora - Installazione per BdA

Maurizio Olmo Giuca born in 1977 in Modica,Italy. His father,a musician fostered Maurizio's passion for music from an early age. At the tender age of 16 the artists first musical instrument was the guitar. In 1999 he moved to Rome and founded several groups where he continues to play the guitar and incorporated lush electronica.
In 2012 began a solo project by abandoning the guitar and experimenting just with electronics.For three years the artist also volunteered in assisting patients with schizophrenia.This experience had a profound effect on the way he creates music.He is also heavily influenced by many kinds of music from Krautrock to his love of the music from Berlin label Raster-Noton. In his music you will hear similarities to the works of : Byetone, Alva Noto , Seefeel, Lindstrom and Prins Thomas.


The album Daft Aurora will be available in August at psychonavigation.com

 

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Bastard Planet, 2013

Una mappa impazzita nata dalla scomposizione di geografie conosciute e dalla urgenza di voler cambiare dinamiche già esistenti.
Una nuova superficie e nuovi ipotetici continenti creati dalle riflessioni delle passate e odierne migrazioni.
Realtà invertita, priva di gravità, dove il cielo è sotto e la terra sopra, una stanza/osservatorio da dove si può contemplare la terra invece dell’universo per riflettere su quello che è stato fatto, quello che si può cambiare e quello che si può ancora fare.

http://cristinalarocca.tumblr.com/bastardplanet

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Vlady Art per Stato Bastardo

OM, Borgo degli Artisti, 15-22 Settembre 2013.

VladyArt (Catania 1974, nome di battesimo:Vlady) è un artista attivo principalmente nell’arte pubblica/urbana. Studia decorazione all’istituto Statale d’Arte di Via Crociferi a Catania e presso l’Accademia delle belle Arti di Brera, a Milano. Durante gli studi intreccia e moltiplica i contatti con il nord Eu-ropa, dove ha l’occasione di risiedere grazie a tre borse di studio (Finlandia). Nel 2003 terminati definitivamente gli studi si trasferisce in Irlanda, dove trascorre cinque anni. E’ in questo periodo che fa partire il concept “VladyArt”, prendendo le distanze dall’arte praticata durante anni accademici. Nel 2005 la predilezione per l’esterno e gli spazi aperti lo portano per la prima volta a eseguire lavori pittorici en plain air, sulle forme. Dopo il 2008, con il suo rientro a Catania, la sua attività diventa quasi del tutto “pubblica”. I suoi primi interventi, sebbene eseguiti alla luce del sole, non sono autorizzati: è impor- tante la valenza sociale e politica di queste azioni, quasi performative, di rottura. Della street art Vlady diventa in breve un rappresentante particolare a Catania, concentrato su quel filone (ancora inesplorato in città) che comprende istallazioni e decorazioni urbane, estranee alla cultura dei graffiti. Le forme tridimensionali sono rivisitate pittoricamente per assumere nuove caratteristiche; birilli anticarro, pomelli, panchine, cambiano la loro pelle. E’ il periodo delle coccinelle, che spuntano un po’ dappertutto. Poiché molto iconiche e visibili, le coccinelle si coprono in breve tempo di firme e dediche di ogni tipo, come dei piccoli land mark. Dal 2011 la sua arte diventa più riflessiva, si stringe attorno al concetto, diventa ironica e volutamente più effimera. Tutto va a discapito dell’estetica decorativa, ma a vantaggio della comunicazione. Per certi versi, il nuovo Vlady abbandona l’estetica per abbracciare l’antiestetica. Progressivamente i lavori si fanno meno invasivi e complessi, eseguiti con poca o senza tecnica (“low Tech”), i cui materiali possono essere trasportati facilmente anche in bicicletta. La fotografia diventa l’unico media capace di catturare l’opera e la sua fruizione è ora affidata a internet. Le istallazioni diventano frequenti e geograficamente più sparse, anche all’estero; azioni quasi quotidiane come se fossero note sulle pagine di un taccuino d’arte. Difficile contarle, catalogarle e valutarle singolarmente poiché andrebbero capite nel loro complesso e nel loro linguaggio.
Non sono pochi i media e i generi della street art che l’artista ha toccato dal suo esordio: stencils, adesivi autoprodotti, opere murali, istallazioni, grafiche, video, performance di vario genere e collage con manifesti strappati dalla strada. Poiché la sua arte è ricerca (interiore, soprattutto), questa non cessa mai di evolversi e di rappresentarlo durante gli anni. A oggi l’artista spazia dalle opere pittoriche (scrittura “brutale” a caratteri cubitali) alle forme più sottili e minimali dell’arte urbana. Negli ultimi anni ha eseguito anche lavori autorizzati su commissione, talvolta enormi, come per Piazza dei Martiri a Catania (Marzo 2013). La sua libera attività urbana, non proprio di facile commerciabilità - se non del tutto incommerciabile - è essenzialmente la manifestazione della sua personalità; solo occasionalmente ne fa un prodotto concepito per essere goduto privatamente, attraverso la vendita. La sua opera commercialmente più celebre è una grafica fantasiosa, tributo alla sua città natale, chiamata “Cata- nia Underground”; circa un migliaio i pezzi venduti fin’ora. VladyArt conta all’attivo diverse uscite pubbliche, articoli (a lui dedicati e da lui scritti per diverse realtà editoriali), recensioni, mostre personali, collettive, work- shop e concorsi in Italia e all’estero.

R. Mutt

www.vladyart.com (sito aggiornato a Luglio 2013)

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