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Angelo Cannizzaro

Angelo Cannizzaro

Architetto, Urban Manager, Ricercatore - Direttore del Laboratorio di Visioni Urbane di BdA per conto di Mediterranean Planners

 

URL del sito web: http://www.st104.it

Fuori dal tempo e aldilà del bene e del male

Dopo esserci lasciati a luglio con l’intreccio d’amore tra Teresa e Teodoro, metafora di ciò che si vede e di ciò che resta celato alla vista e nell’immaginario, gli artisti e i ricercatori, nuovi abitanti del borgo, si ritrovano nella piccola scuola di Modica Alta. Questa, dopo essere stata rivestita di nuovi significati identitari e investita di nuove energie creative, si prepara a rivisitare il suo passato e ad affrontare il presente con nuove idee e propositi per il futuro.

Tre workshop si terranno infatti a partire dal 15 settembre in simultanea, 30 nuovi giovani artisti avranno la possibilità di cimentarsi sul terreno dell’immaginario di Modica Alta per costruire una casa comune, un laboratorio fisico e virtuale in cui sia possibile custodire i tesori della tradizione e della storia senza rinunciare alla ricerca, alla sperimentazione, all’innovazione e alla creatività, un Centro Culturale vivace e capace di diventare non solo una delle principali attrazioni turistiche della Città di Modica, ma anche il luogo nel quale pensare, progettare e costruire le politiche di rigenerazione e di sviluppo urbano.

I temi che saranno trattati dai tre prossimi workshop perseguono quest’obiettivo e sono quindi il frutto di un ragionamento unitario, un filo rosso che lega passato, presente e futuro di Modica Alta agli spazi fisici del quartiere, senza preconcetti né pregiudizi, ma anzi provando a indagare le potenzialità evocative e le attrattive più recondite, senza paura di essere a volte filologicamente o politicamente scorretti. Aldilà del bene e del male dunque e fuori dal tempo.

Che cos’è in fondo un centro storico se non una sorta di macchina del tempo, ovvero un luogo capace di evocare realtà diacroniche parallele, costruite sulla memoria, sulla percezione e sui desideri, sulle aspettative e sulle visioni dei suoi abitanti e dei visitatori?

vai alla presentazione dei workshops >>

 

Ripartiamo dalla scuola!

Ripartire dalla scuola. Questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare, in senso figurato attraverso le attività di ricerca e formazione integrata, ma anche in senso letterale, riferendoci al luogo aggredito dal primo workshop di Borgo degli Artisti, Teresa e Teodoro, a cura del CoCA.

Nei mesi passati i ricercatori di BdA si sono impegnati a interpretare e razionalizzare - per quanto sia possibile - i desideri di città, gli abitanti di Modica Alta hanno invece avuto l’occasione di esprimere democraticamente idee, intenzioni e necessità.

Dunque il processo di sintesi necessario a generare innovazione adesso è stato affidato alla creatività e all’arte. La forza e la ricchezza degli spazi urbani di Modica Alta hanno molto stimolato l’immaginario scenico degli artisti, e così nuovi suoni e colori hanno iniziato a popolare il quartiere.

La cooperazione tra artisti, designer, architetti, musicisti e curatori, la partecipazione dei cittadini e lo sforzo dei partner di progetto, che sono le anime del laboratorio si sono espresse in termini di pensiero e di azioni concrete e hanno preparato il terreno necessario alla realizzazione dell’atto fondativo di ciò che vuole essere percepito e riconosciuto soprattutto come bene immateriale.

Così il fantasma del “ponte dei bastardi” sta per cedere il passo a una nuova identità policroma. Dai cortili e dalle palestre del nuovo laboratorio, una nuova stupefacente sorgente di idee ora sgorga a San Teodoro, una struttura pronta a captare desideri trasformandoli in linfa creativa destinata a irrorare e contaminare i tessuti atrofizzati della città.

welcome work

Welcome Work. COCA. 1-2 giugno 2013

Ho raccolto nel mio immaginario di “fruitore” dell’arte e “promotore” degli artisti contemporanei tre consigli, messi insieme un po’ a casaccio, ma che forse danno il senso di come è possibile sopravvivere nella odierna jungla globale dell’arte:

1) Tenetevi pronti

Italo Calvino nel 1985 tiene ad Harvard le sue Lezioni americane. Conclude la sua lezione dedicata alla Rapidità raccontando questa storia:
Un giorno l’imperatore chiede a Chuang-Tzu – il più bravo pittore della Cina – il disegno di un
granchio. Chuang-Tzu risponde: “Ho bisogno di cinque anni di tempo e di una villa con dodici servitori!”. L’imperatore acconsente. Dopo cinque anni si reca nella villa per vedere l’opera di Chuang-Tzu, ma scopre che il disegno non è ancora cominciato.”Ho bisogno di altri cinque anni per finire il mio lavoro”, dice Chuang-Tzu. E l’imperatore acconsente di nuovo. Dopo altri cinque anni torna nella villa per vedere se il disegno è pronto. Chuang-Tzu allora prende in mano un pennello e in un momento, con un solo gesto, disegna un granchio, il più perfetto granchio mai visto.

Adesso chiedetevi se siete pronti a disegnare il vostro granchio, perchè quando ve lo chiederanno molto probabilmente non avrete 10 anni per prepararvi.

2) Abbiate il coraggio dei pionieri

Nel 2000 ebbi la fortuna di incontrare Marcos Novak, poeta visionario, musicista e architetto californiano, teorico della Transvergenza. Un giorno condivise con me quest’allegoria, la riporto con parole mie che spero riescano ad evocarla con la stessa forza con cui è rimasta impressa nel mio immaginario.

Visualizzate un disco, un disco rigido sostenuto da un perno centrale sufficientemente robusto da tenerlo sospeso nel vuoto. Ora immaginate che questo disco sia la cultura di una comunità. Su questo disco uomini e donne camminano girando attorno al perno centrale. Alcuni uomini e alcune donne hanno così paura che il disco si stacchi dal suo sostegno, che girano abbracciati al perno centrale. Il perno nella nostra allegoria rappresenta la tradizione e le conoscenze consolidate. Questi aborriscono tutto ciò che se ne distacca.

La maggior parte degli uomini e delle donne invece percorre un cerchio più largo, o meglio una serie di cerchi concentrici, dal più vicino alla tradizione fino a uno che se ne distacca abbastanza, ma comunque abbastanza lontano dai cerchi più esterni. Su questo anello immaginario si muovono dunque diversi livelli di conformismo, dai più vicini alla tradizione fino a quelli nuovi veicolati comunque dalla comunicazione di massa.

Sui cerchi esterni girano pochi uomini e donne che amano distinguersi dalle masse e che sono pronti a sperimentare modelli culturali innovativi, alternativi, contemporanei. Poi ci sono alcuni uomini e donne a cui non basta camminare sui cerchi esterni. Questi, animati dal fuoco della conoscenza e dell’innovazione, odiano ciò che è consolidato e mal sopportano anche il nuovo già conosciuto. Appaiono stranamente attratti dal bordo del disco e spesso ci camminano su come degli equilibristi. Come bambini irresponsabili e coraggiosi mettono un piede davanti all’altro su un terreno scivoloso, attenti a non cadere, con il gusto di guardare nel vuoto. Ogni tanto uno di loro, forse per errore, forse per estrema incoscenza, finisce per buttarsi giù. A quel punto avviene un miracolo. Colui che si butta non cade, ma è il disco che improvvisamente si allarga ed grazie al coraggio di questi pionieri che la cultura progredisce e la comunità va avanti.

3) Lottate per il vostro lavoro

Lionardo Vigo, poeta Acese, nel lontano 1857 scrive Malarazza, un lamento in lingua siciliana che per via della censura degli ecclesiastici potè pubblicare solo dopo divesi anni e in una versione edulcorata. Dopo quasi 100 anni Domenico Modugno lo portò al successo trasformandolo in una canzone. Riporto il testo originale, in tutta la sua forza, perchè sia fonte di ispirazione per chi oggi paga la propria inquietudine e si sente umiliato da un mercato dell’arte che è per forza di cose tanto lontano dalla meritocrazia quanto era lontana dalla giustizia la Malarazza di Vigo:

Un servu, tempu fa, di chista piazza

cussì priàva a Cristu e nci dicìa:

"Signuri 'u me patruni mi strapazza,

mi tratta comu un cani pi la via,

tuttu mi pigghia cu la so' manazza

la vita dici chi è mancu la mia.

Si jeu mi lagnu cchiù peju m'amminazza

chi ferri mi castja a prigiunia.

Undì jò mo ti prejiu 'sta malarazza

distruggimmilla Tu, Cristu, pi mmia

distruggimmilla Tu, Cristu, pi mmia".

"E tu forsi chi hai ciunchi li vrazza,

oppuru ll'ha 'nchiovati com'a mmia?

Cu voli la giustizia si la fazza

non speri ch'autru la fazza pe ttia.

Si tu si omu e non si testa pazza

metti a profittu 'sta sintenzia mia.

Jò non sarrìa supra sta cruciazza

s'avissi fattu quantu dicu a ttia!"

Angelo Cannizzaro

Architetto, Phd in Pianificazione e Progettazione della Città Mediterranea, esperto in progettazione dei parchi e dei musei archeologici e in urban management, è il Direttore del Laboratorio di Visioni Urbane e anche il responsabile scientifico del progetto Borgo degli artisti.

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